Armando Sabatella - Pastelli - dal 18/09/2004 al 12/10/2004
Ettore Canepa vedere dall'alto, o da diverse angolazioni, la sua Liguria, dai centri abitati sul mare ai porticcioli, dalle strade antiche al quieto entroterra. Le strutture, sollecitate dallo spazio, diventano giocattoli architettonici, arabeschi nei quali indovini una casa, delle barche, muri, zone verdi ed azzurre, in un dedalo dove i riferimenti sono casuali ed è più la fantasia ad essere protagonista che non una realtà cartografica. In tali ipotetiche zone, sembra di guardare un paeseda uno sconosciuto da bordo di un aereo; Ettore Canepa vi inserisce dei simboli, quasi mimetizzati nel contesto generale dell'opera. Si tratta, bisogna dire, di una suggestione nuova, che spinge il fruitore a cercare, tra tanto mistero, un luogo amico, un angolo conosciuto durante un viaggio od una vacanza; l'incredibile è che nell'anonimato, alla fine, credi proprio di trovare quello che cerchi: il tale muro, il grande serbatoio, la barca con il nome di una donna, la facciata barocca della chiesa, il vicoletto silente, il nauseabondo canale di sfogo. Un gioco, ma è gioco d'alta intellettualità che coinvolge il pittore, il quadro e l'osservatore, sino allo stupimento. Concentrazione e divertimento vanno di pari passo in splendida simbiosi
Roman Bilinski nasce a Leopoli,città della Galizia austriaca, il 5 luglio 1897. Il giovane artista frequenta istituti d'arte a Leopoli, a Cracovia, in seguito a Kiev. Nel 1914 Leopoli viene colpita dalla guerra tra Russia e Austria. Roman Bilinski,allo scoppio della rivoluzione russa,studia all'Istituto d'Arte di Kiev. In questa fase realizza tutta una serie di affreschi e di disegni per la Cattedrale di Santa Sofia. La rivoluzione tocca anche Leopoli. Il padre di Roman viene ucciso da un contadino. L'artista torna a Kiev e sposa nel 1920 una compagna di studi, Nina Antonova. Decide di raggiungere Costantinopoli con la sua compagna. A Costantinopoli, Bilinski insegna pittura nel collegio franco-americano Roberts. Qui si afferma come artista,diventando punto di riferimento per gli uomini di cultura.Viene incaricato da Kemal Pascià Ataturk di organizzare i musei di arte musulmana. Divorzia dalla moglie, sposerà in seguito la pittrice Claire Duriez. Lo scoppio della seconda guerra mondiale sorprende i due artisti in Iugoslavia, dove Bilinski era impegnato ad affrescare la residenza estiva di Re Pietro. Dopo questa parentesi l'artista giunge in Italia a seguito dell'Armata Anders. In questo periodo divorzia dalla seconda moglie. Finita la guerra si trasferisce temporaneamente a Camogli e sposa Marcella Conte. Acuto interprete delle natura, si adopera per trasformare il giardino della sua villa a Bordighera, dove si è definitivamente stabilito, in una selva esotica. La sua pittura si concentra sui ritratti e sui paesaggi. Roman Bilinski muore il 26 marzo 1981, stroncato da un infarto.